JOBS ACT vs DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

10968267_848557311868561_1217527421_nPregi e difetti della proposta renziana:

JOBS ACT – UNA LEGGE PER IL LAVORO

Una denominazione breve, concisa, moderna, internazionale. La scelta dell’inglese per la nuova legge sul lavoro non è casuale,  è un simbolo di semplicità e trasferibilità, con un evidente rimando alle politiche d’oltreoceano: nel 2011 il presidente americano Barack Obama aveva presentato in un discorso trasmesso a reti unificate il suo American Jobs Act.

Che l’esempio americano costituisca un modello per il Job Act italiano non solo a livello nominalistico, ma di visione e approccio, resta ancora incerto. Il contratto stabile-flessibile di cui si discute in queste settimane sembra richiamare il concetto di employment at will americano.

Ma cosa significa employment at will?

La traduzione sovente utilizzata per indicare tale tipologia di rapporto di lavoro è “licenziamento ad nutum”.

Osservando la traduzione, tuttavia, si nota immediatamente come il focus concettuale della resa italiana sia opposto rispetto all’originale americano, ponendo l’accento non più sul rapporto di lavoro (employment) quanto sulla modalità di licenziamento ed utilizzando peraltro una locuzione latina, tanto lontana dalla nostra cultura, è l’idea di un rapporto di lavoro nel quale le decisioni siano rimesse alla esclusiva responsabilità del datore.

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